Sofisticata critica per sofisticati lettori. L'ennesimo fuckin' blog di cinema da gente che di cinema ne sa. Pochino.
martedì 17 luglio 2012
Tributo a Sage Stallone
di Marco Cullorà
Avrei voluto disquisire filosoficamente di un'altra opera grassa e immorale di Steven Seagal, ma non lo farò. Stamattina ho appreso la notizia della morte di Sage Stallone, figlio di Sly, per un'overdose di farmaci.
La mia mente è andata subito a "Rocky V", il film d'esordio di Sage, il film che ha messo la pietra tombale su una carriera mai decollata.
È il problema dei figli d'arte, dei figli che "vivono all'ombra del padre" come si sente spesso dire, dei figli che se hanno successo è per il cognome che si portano o che se non hanno successo rimangono nell'ombra a vita. Questo è un ragionamento standard indipendentemente dalle qualità artistiche.
Esordire nel film meno redditizio e memorabile di una saga cinematografica, che ha tirato su un oltre un miliardo di incassi e ha portato in gloria tuo padre, è già una mazzata.
Esordire in un contesto in cui tuo padre inizia il declino di carriera per effetto di un tipo di cinema che non gira più, con il cognome che ti porti, è una doppia mazzata.
Se aggiungi che in 22 anni di carriera vieni principalmente ricordato per essere figlio di tuo padre pure nella finzione (Sage interpretava il figlio di Rocky), allora crei la ricetta della frustrazione.
Eppure "Rocky V" non è il sequel pessimo e inevitabile che cercano di spacciare da anni. Non è il film più riuscito, però non è nemmeno da buttare via...i parametri per giudicarlo sono soggettivi.
Forse la questione sta nel prendere la saga di Rocky non tanto come una saga di film con i sequel più o meno riusciti, ma come un unico periodo di vita, 30 anni, di un uomo. Il periodo di ascesa e discesa di un uomo comune.
Perchè Rocky e Sylvester Stallone sono la stessa persona con un lavoro diverso. Entrambi sono stati reietti fino a 30 anni. Entrambi sono diventati campioni, Rocky con la boxe, Stallone con gli incassi. Entrambi sono caduti e sono ritornati ad essere reietti.
Stallone è tornato reietto prima ancora di girare "Rocky V", agli inizi di un decennio che stava rapidamente cambiando i gusti e i consumi. Un decennio con l'imperialismo americano in crisi che non aveva più miti da esportare, né la forza con cui esportarli. Sono gli anni delle commedie, dei "Mamma ho perso l'aereo", dei "Senti chi parla", dei "Beethoven", dei thriller sempre più complicati, degli horror sempre meno horror, di quei film d'azione fatti da attori anacronistici.
"Rocky V" è la malinconia perpetua di un periodo aureo vissuto che non può più tornare. È il pugile che perde tutto, ritorna ad essere reietto e rimane impotente perchè privato anche del suo lavoro di pugile, del ring dove si trasformava in un'altra persona e faceva la guerra al mondo, incanalando una rabbia mai sopita, la rabbia della strada.
"Rocky V" è la difficoltà per un uomo di accettare di non aver realizzato i propri sogni e di essere tornato al punto di partenza, allo status di stronzo del quartiere, mentre la vita scorre inesorabilmente in avanti e i flashback costituiscono quanto rimasto indietro.
"Rocky V" è la consapevolezza di Stallone di aver fatto il proprio tempo, dal punto di vista artistico, prima ancora che fosse il pubblico a decretarlo definitivamente nei successivi anni. Si vive di ricordi, si mettono questi ricordi oggi in un "Demolition Man", domani in un "Dredd – La legge sono io", senza replicare i fasti del passato, senza riottenere la gloria degli anni '80.
Di Sage Stallone si sa molto poco, come si sa ancora molto poco sulla sua morte. Anche lui probabilmente è stato se stesso nella finzione, come un qualsiasi figlio adolescente che ha rapporti problematici con il padre, inaspriti dalla poca presenza di quest'ultimo, ma rigenerati dall'amore padre-figlio.
In una personale valutazione di Rocky e sulle similitudini con la reale vita di Sly, mi viene da dire che il rapporto fra Sly e Sage fosse probabilmente simile a quello che si vede in "Rocky Balboa": un figlio che vive all'ombra del padre, un figlio che non sopporta la condizione di un cognome visibile, un figlio che comunque vuole bene al proprio genitore.
“Hey fusto, la vuoi sentire una nuova?” “Perchè no!” “Toc toc!” “Chi è?” “Un merlo che fa me!” “Come un merlo che fa me?” “Eh scusa, se la mucca fa mu, allora il merlo deve fare per forza me!” (cit. “Rocky V”, successivamente diventato l'intro “Rum Casusu” del disco “Italyan, Rum Casusu Cikti” di Elio e le Storie Tese)
venerdì 20 aprile 2012
COL VENTO DI STAGIONE MI RIMETTO IL CAPPOTTONE: TANTI AUGURI STEVE!
di Marco Cullorà
PREMESSA: STEVEN SEAGAL E LA STORIA DEL POTERE DEI CARBOIDRATI
PROMESSA: QUESTA VOLTA SARA’ DIVERSO

Nella scuola che vorrei, le cose presumibilmente andrebbero così:
Maestro: “Bene miei cari discepoli, dopo che avete visto “Out Of Reach” adesso me lo riassumerete sottoforma di tema, tipo un dialogo col vostro compagno di banco in cui gli raccontate il film in questione. Mi raccomando, mettete la definizione di Steven Seagal che più vi aggrada, che poi gli mandiamo tutti i vostri bei temini come regali di compleanno per i suoi 60 anni.”
Giovannino: “Ma maestro, posso scrivere che Steve è vegetariano?”
Maestro: “Certo caro, però scrivi che ha una ricca dieta di carboidrati e che sono quelli a dargli le giuste energie per sparare le sabogie in faccia.”
Giovannino: “Va beeeeene, mi metto subito al lavoro.”
Maestro: “Bambini avete sei ore a disposizione, se finite nei tempi domani i maschietti guardano “I Guerrieri della Notte” e le femminucce “Dirty Dancing”.”
Tutti in coro: “SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII’ SANGUE! VIOLENZA! BABY! SWAYZE!”
MAMMA, PRENDO 10 EURO ED ESCO, VADO A FARMI UN PAIO DI BIRRE CON…- OUT OF REACH (2004)
Steven Seagal: [pronuncia Stiven Sigal] detto anche “Bonzo del mar Gal” è buono e ha le stesse fattezze fisiche del mio papà. Picchia i cattivi e regala sorrisi ai buoni. Tenere la spada come Steven: tenerla all’altezza del petto come le 80enni quando si difendono dagli aggressori nei film.
Svolgimento:
Nerd 1 - Nerd 2: il dialogo fra due amici nerd degli action movies
Nerd 1: adesso ti racconto una storia.
Nerd 2: dai, che bisogna pur tirare avanti questa settimana.
Nerd 1: una di quelle storie che ritrovano un senso negli ultimi 5 minuti.
Nerd 2: Steve?
Nerd 1: esatto, Steve…Steve e il suo crepuscolo.
Nerd 2: Steve l’ho sempre immaginato che cammina a piedi nudi col tramonto, mentre mangia un cocco,
spellandolo con l’unghia dell’indice.
Nerd 1: e poi si imbatte in una scena tipica della catena alimentare: un gatto che insegue il topo, ma quando c’è di mezzo il Dharma, il predatore diventa la preda…
Nerd 2: il Dharma? Ah è vero che lui è buddhista!
Nerd 1: sbagli, è Buddha che è seagalista. Comunque, lui sicuramente vede questo gatto randagio che tenta di mangiare il ratto. Capisci? Il gatto che vuole mangiare la carne di un altro animale, una
cosa inconcepibile nel mondo armonioso di Steve. Allora cosa succede? Steve lo prende dalla coda e lo lancia come si fa alle medie col vortex. E poi sorride al topolino.
Nerd 2: nella migliore delle ipotesi il gatto si fratturerà un paio di zampe, ma in quelle fratture risiede l’apprendimento della lezione: mai mangiare i ratti davanti a Steve.
Nerd 1: già…dov’ero rimasto? Ah sì, una storia di Steve. Allora le cose sono andate così:
una sera me ne stavo bel bello a casa e stavo facendo esercizi con i polpastrelli sulla tastiera.
Nerd 2: bastava che dicessi che stavi cazzeggiando, mi è cresciuta la barba da quanto c’hai messo a dirlo.
Nerd 1: sempre poco poetico, comunque mi stavo facendo i cazzi miei quando sento che mio fratello apre la porta e rientra a casa. Aspetta, rewind (babababababababa tasto play). Lo sento che apre, ma due secondi dopo è già in sala che mi guarda con la bavetta alla bocca…
Nerd 2: la tipica espressione di chi deve farti la rivelazione del secolo.
Nerd 1: Esattamente, allora mi guarda, spalanca quegli occhietti col barluccichio di chi ha visto la luce e mi fa (testuali parole eh): OOOOOH OOOOOOOOOOOOOH HO VISTO UN FILM DI STEVEN SEAGAL SPETTACOLARE! C’ERA QUESTA SCENA DI UN DUELLO IN QUESTA CASA BIANCA E LUI TENEVA LA KATANA COSI’! E’ DI UN REGISTA CINESE O SALCAZZO, TROVALO!
Nerd 2: (risate grasse) immagino come l’ha detto.
Nerd 1: e senza togliersi il cappotto, ci tengo a dirlo, è venuto dritto come un treno a dirmelo e io sono rimasto spiazzato, come quando ti chiamano alla cattedra 20 minuti prima che finisce l’ultima ora di lezione.
Nerd 2: brutta roba…poi l’hai trovato, no?
Nerd 1: Beh non è che Steve sia stato diretto da miriadi di registi asiatici e quindi l’ho trovato e si chiama “Out Of Reach”. Allora sono andato su youtube, ho cercato il trailer e dopo 40 secondi compare questo primo piano del faccione di Steve che non ci sta tutto nello schermo. Da lì ho capito che doveva essere qualcosa di grosso, nel vero senso della parola.
Nerd 2: ora ti farò la domanda più importante: di che anno è? E’ del periodo cinema-versione magra o periodo home video-versione obesa?
Nerd 1: 2004, rigorosamente periodo home video!
Nerd 2: allora è uno di quei film davvero imperdibili, dove lo mettono in ridicolo ma nel suo essere ridicolo fa quello che sa fare meglio: menare la gente come Bud Spencer.
Nerd 1: Sì, tipo che manca solo la colonna sonora degli Oliver Onions o la canzoncina “lalalalala” nella rissa al supermercato in “Uno Sceriffo Extraterrestre Poco Extra E Molto Terrestre”.
Nerd 2: sono d’accordo, con gli Oliver Onions sarebbe tutta un’altra cosa. Ah dimenticavo, ma come si chiama il regista?
Nerd 1: Po Chih Leong, un nome una garanzia che non hai e allora speri che non tutto vada in vacca. Ho letto però su imdb che ha diretto Wesley Snipes prima che Wesley finisse ar gabbio per il fisco.
Nerd 2: ah allora ha fatto altro, pensavo che dopo aver diretto Steve fosse scomparso.
Nerd 1: il fatto di dirigere Steve gli avrà sicuramente cambiato la vita in peggio. Se ha dei figli, avranno cambiato tutte le scuole del paese perché i compagni di classe li prendono per il culo. E immagino anche la scena: “Tuo padre ha diretto Steven Seagal, almeno il mio fabbrica i prodotti Apple.” E pensa alla moglie dal macellaio: “Ma suo marito ha diretto Seagal? È vero che Steve quando non recita si diletta nell’hobby di mangiarsi la pasta?”
Nerd 2: sono sicuro che Po li avrà preparati a questa vita infernale e avrà detto “Ricordatevi che vi chiamate Leong.” Ma loro avranno risposto: “Sì papà grazie tante, con una g di meno potevamo essere ricondotti a Jean Renò, invece ci tocca Seagal.
Nerd 1: Tolstoj diceva che le famiglie infelici sono disgraziate a modo loro. Io comunque firmerei col sangue per avere un padre che possa insegnarmi tutti i segreti delle controfigure di Steve, davvero.
Nerd 2: oddio, fermati qua e raccontami la trama. Raccontami del canovaccio della vendetta ripetuto da anni.
Nerd 1: ti racconterò tutto o quasi perché è una storia sull’amicizia e le storie di questo tipo alimentano le energie positive. Però devo dirti subito che stavolta gli sceneggiatori si sono sforzati. Tipo che uno sceneggiatore stava aiutando il figlio a fare i compiti di grammatica inglese e allora ha aperto il libro di testo, il “Reflex”, su una pagina a caso e ha visto questa storia di amici che si scrivono le lettere dall’altra parte del mondo. Ha pensato fosse una cosa fica e l’ha usata come idea principale, aggiungendoci gli schiaffi e l’inespressività.
Nerd 2: fammi capire, è la storia di Steve-o che scrive le lettere a una tipa dove volano gli schiaffi?
Nerd 1: A grandi linee sì. Nei primi cinque minuti ti sembra di vedere un servizio di SuperQuark, solo senza la voce fuori campo di Claudio Capone che ti illustra le meraviglie dell’Africa e senza l’Africa perché siamo in una riserva naturale dell’Alaska. In questa riserva vedi Steve-o, col nome normale di William Lansing (per comodità userò sempre Steve) nei panni di un obeso custode di una riserva naturale che cammina per i boschi.
Nerd 2: cammina per i boschi e parla con il suo amico immaginario, l’amico Goethe, di transustanziazione dell’anima.
Nerd 1: oppure riflette su un piano di sterminio per i carnivori, tutto è possibile. Cammina con questo cappottone grigio chiaro/azzurrino e con la pelliccia di tasso in testa al posto dei capelli. Gli mancano i tipici saltelli dei bambini a carnevale. È in mancanza di ossigeno quando trova quest’uccellino incastrato in una trappola. Allora si inchina, libera l’uccellino e lo porta nella sua casetta da eremita.
Nerd 2: eh la madonna (alla Pozzetto), in cinque minuti non ha mandato nessuno dall’ortopedico? E il cappottone grigio chiaro?
Nerd 1: no, nemmeno l’uccellino dal veterinario. Lo sai che nei boschi non può indossare il cappottone marrone, altrimenti la forestale lo scambia per un orso bruno e gli dà la caccia. Dicevo, lo porta nella sua casetta e allora parte questa voce fuori campo di questa bambina polacca di 13 anni di nome Irena, la sua amica di penna. La cosa sconvolgente è che loro si sono conosciuti in un programma assistenziale che si sa solo che è assistenziale. Anzi in realtà non si sono mai visti.
Nerd 2: come gli adolescenti che si scrivono sulla chat le frasi poetiche.
Nerd 1: no chiariamo subito, qui c’è davvero della poesia. Quello che intendi tu è il passaggio intermedio prima che lui accenda la webcam e si slacci la cintura. Qui ci sono due amici che si dicono quanto sono importanti e che si scambiano i messaggi in codice. Comunque, lei sta in un orfanotrofio che in realtà funge da copertura per un traffico di esseri umani. Questo traffico è gestito da un’organizzazione mista di gente dell’Europa dell’est e della Turchia con a capo un tipo biondo di nome Faisal. E questa organizzazione è coperta dall’Itara Foundation.
Nerd 2: vabbè ma sono anni che Steve massacra i terroristi dell’est europeo, ormai è rimasta la brava gente, i contadini e i vecchi.
Nerd 1: infatti, è per questo che c’hanno messo dentro anche i turchi, altrimenti alla gente viene il sospetto che l’Europa dell’est ha un potere di rigenerazione umana 10 volte superiore a qualsiasi altra area geografica.
Nerd 2: scommettendo sull’originalità della trama, i cattivi rapiscono Irena.
Nerd 1: non solo, rapiscono Irena e un’altra decina di ragazzine come lei e le fanno trotterellare da un posto all’altro. Quindi si interrompe il carteggio fra i due amici, a Steve-o viene il sospetto di qualcosa di grosso e si appresta a volare in Polonia. C’è un problema: si scopre che Steve è il solito ex agente dei servizi segreti o qualcosa di simile, e viene tormentato dagli ex colleghi. In particolar modo da un certo Louis, una brutta persona. Steve è bianco e Louis per par condicio è nero ed essendo nero è ovviamente corrotto dalla banda che gestisce il traffico.
Nerd 2: finalmente, mi stavo annoiando. E per Steve non esiste il colore della pelle: che tu sia bianco, nero, giallo, rosso, se sei cattivo lui ti molla gli schiaffoni.
Nerd 1: e questa è una delle cose belle degli home video di Steve. Negli action movies anni ’80 i messicani (o altri) erano cattivi perché erano messicani. Qui ci sta un bolso eroe che non giudica
una persona dall’etnia ma la giudica e la punisce se è cattiva e rompe il cazzo alla povera gente. E i guai raddoppiano quando lui fa parte della categoria povera gente. Questi ex colleghi lo cercano, lo trovano e arrivano in sette a casa sua.
| Bada... |
Nerd 2: aha! Il montaggio tipico di chi si sta per pisciare addosso ma vuole concludere il suo lavoro.
Nerd 1: e non solo, si sono dimenticati di girare almeno il 30% di scene per cui diventa tutto un po’ confuso. Steve arriva in Polonia col cappottone marrone, parla con la direttrice dell’orfanotrofio, che si chiama “la signora Donata”. In uno scenario normale Steve-o avrebbe parlato con la signora Donata di come va a scuola il figlio del Fumagalli, ma in un home video anche un’insospettabile donna che si chiama la signora Donata è una cattiva e Steve lo sa, lo percepisce. Lo sa che c’entra qualcosa con la sparizione di Irena. Magari non ci arriva subito perché la logica non è mai stata il suo forte, ma i suoi sensi di giustiziere col cappottone gli dicono qualcosa. E cosa scopre? Che la sua amica gli ha lasciato un messaggio criptico che riesce a capire solo lui.
Nerd 2: qui inizia ad avere risvolti da roba seria, i messaggi criptici e Steve-o che li capisce poi. Non so, sono in quella fase in cui l’entusiasmo mi sale su e giù o mi rimane sullo stomaco…hai presente la pesantezza che ti lasciano i semini dei pomodori? Uguale. Per farti capire, io voglio solo bolsità e manone dall’uomo col cappottone.
Nerd 1: no ma stai tranquillo, questa roba dei messaggi criptici dura poco, giusto per far capire che la ragazza è intelligente e che dà la merda agli altri ragazzini dell’orfanotrofio. La signora Donata viene uccisa la sera stessa, non nella cucina di casa sua mentre stava pulendo i peperoni presi al mercato, ma dentro l’orfanotrofio stesso. La sera stessa dell’omicidio due scagnozzi di Faisal decidono di suicidarsi, cercando di aggredire Steve nella sua camera d’albergo. Uno di questi viene mollato dal terzo piano e si schianta su una macchina.
Nerd 2: mi viene in mente qualcuno…
Nerd 1: non lo dire, non fare quello che ai tempi del Romanticismo avrebbero chiamato il villano. Comunque Steve-o viene a sapere che la signora Donata non potrà più andare dal macellaio sotto casa, e si trova la mattina dopo sulla scena del delitto con il bambino muto. Viene portato in commissariato da una detective bionda, in quanto sospettato di aver a che fare con l’omicidio.
Nerd 2: ah…Èffiga?
Nerd 1: lo sai come sono le presenze femminili nei film d’azione? Lei fa parte della categoria della classica poliziotta bella e che spara pure. Allora…ah sì, lei lo porta al commissariato, lui si dichiara del “Fondo assistenza globale”. Lei inizialmente non capisce, cioè si chiede se sia una supercazzola e, se non è una supercazzola, si chiede come un tipo del genere possa essere in quell’organizzazione. Presa dai sospetti si allontana subito dopo per controllare che Steve abbia detto il vero. È il momento in cui il film si trasforma per 30 secondi in un thriller informatico: Steve inizia a smanettare sul pc della polizia, senza che nessuno lo fermi ovviamente, inserisce una password a caso nel pc e riesce ad entrare e a cercare informazioni che in realtà non trova, però trova…insomma lo sai come vanno certe cose. Comunque lei capisce che dice il vero e gli dice la solita tiritera da Distretto di Polizia “Resti in città”.
Nerd 2: cose che trova e non trova, “Fondo assistenza globale”, password a caso, insomma è tutta un’allegra caciara.
Nerd 1: certo è sempre un’allegra caciara con Steve, quella gioia tipica delle sagre paesane nelle cittadine prive di rete internet, in cui mangi tanto e poi ti godi il concerto di Mal dei Primitives. Però sia chiara una cosa, che questa è una dolce storia sull’amicizia e la violenza è solo un mezzo
che usa Steve sui cattivi per ritrovare l’amica. Ad esempio c’è una scena in cui il bambino dell’orfanotrofio ruba gli occhiali da sole a Steve. Steve lo scopre, sorride e gli dice “sei veloce, ma non quanto serve.” In un'altra occasione avrebbe spezzato il polso al bambino come monito, dicendogli che stava percorrendo la via del desiderio materiale e si stava allontanando dalla retta via del Buddha. Ma qui sta cercando la sua amica Irena e non può sprecare energie preziose.
Nerd 2: davvero nobile da parte sua, poteva invalidare quel bambino per tutta la vita e non l’ha fatto perché viene prima l’amicizia. Ha anteposto l’amicizia al Buddha.
Nerd 1: i film di Steve-o sono come gli episodi di Sampei. Sì, in Sampei c’è la pesca e le orecchie a sventola del protagonista, ma vengono prima i valori dell’onestà e dell’amicizia fra una trota e un’altra. Eravamo rimasti a…Alla perspicacia di Faisal, che da un lato ha Steve-o alle costole e dall’altro Irena che lascia messaggi ovunque. Allora per depistare Steve, carbonizza una delle ragazzine e ci mette sopra il braccialetto indiano per far capire che è Irena e una cassettina con un filmato. La detective lo dice a Steve e arriva una delle migliori scene: Steve che si siede, si ingobbisce con la mano sulla fronte e si dispera, ma gli viene talmente male che sembra che stia dicendo a se stesso “Cazzo non c’è un bagno!”.
Nerd 2: tipo che manca la didascalia “Notare la spontaneità facciale.”
Nerd 1: esatto. E poi se ne va al pub dello zio della detective con la detective come se volesse rimembrare i bei tempi andati. Poi ritorna in albergo a far che cosa non si sa. In quel momento arriva il bambino muto. Il bambino muto nel film dirà solo poche cose di fondamentale importanza tipo: “Irena!” “Agnewska!” “È tutto un grande cerchio.”
Nerd 2: il bambino è come la zia Date di Heidi, compare poche volte ma stravolge tutto.
Nerd 1: con la differenza che Date è notoriamente conosciuta per essere la zia snob e stronza. Steve capisce che il bambino ha visto qualcosa e si reca al commissariato a lavorare sull’immagine del filmato ritrovato sul presunto corpo di Irena, ricavandone una presunta foto di Irena. Poi torna in albergo e scopre che il bambino tazza come una spugna con le bottigliette del minibar.
Nerd 2: gli ruba gli occhiali e gli fotte pure le bottigliette del minibar, è proprio lo stereotipo del bimbo delinquente dell’orfanotrofio.
Nerd 1: sì e Steve lo grazia per la seconda volta, unico caso al mondo in cui Steve ha graziato per due volte una persona, (salvo quella volta che il Dalai Lama gli tirò le guance e gli disse “Ma quanto è bello il mio tulku cicciotto!”). Il bambino si ricompone e riconosce nella foto una ragazzina di nome Agnewska e Steve gli dice: “Aiutami a trovare chi ha rapito Irena e ti prometto che tutto questo non succederà più.”
Nerd 2: immagino con il tono di voce di un dottore che ti dice che non farà male, solo che ti farà male il doppio. Però con Steve è diverso, quando dice che non succederà più, vuol dire che non succederà più per almeno le prossime 1000 reincarnazioni.
Nerd 1: allora mette su on la levetta del pensiero e, tramite una mappa della città e un accendino con la bandiera della Turchia, rubato dal ragazzino al tipo biondo, riesce a fare dei collegamenti assurdi ma giusti. Quindi intuisce che dietro ci sta un’organizzazione che si chiama Itara Foundation (nome letto su un documento della signora Donata) e che il responsabile donazioni è il braccio destro di Faisal sul traffico di esseri umani.
Nerd 2: come lo studente che fa giusta l’espressione di matematica col procedimento sbagliato.
Nerd 1: si infila il cappottone e scopre nell’edificio dell’Itara che le ragazze sono state rapite. Steve ha fatto eureka. Steve ha tolto la sicura alle manone. Si reca al pub dello zio della detective e trova ovviamente la detective in uno stato malinconico, tipo alla decima vodka, e se la porta a casa del responsabile donazioni. E qui c’è quel tocco di improbabilità nella trama, tipico dei film di Steve: il responsabile donazioni è stato ucciso da uno scagnozzo di Faisal. Lo scagnozzo è ancora in casa e parte un finto conflitto a fuoco dove la detective viene ferita alla spalla. Steve, senza la musichetta “Gonna Fly Now” di Rocky, prende il tipo e lo usa come pungiball, sbattendolo un po’ ovunque.
Nerd 2: speravo in più cattivoni, che è sinonimo di più sberloni, onestamente.
Nerd 1: abbi fede. Il tipo fugge prima che Steve possa ucciderlo e così alleviargli le sofferenze. La detective giace a terra ferita, ma niente pronto soccorso perché è banale. Steve si improvvisa
medico da campo e le inquadrature si spostano sulla manona che accende i fornelli e prende i coltelli. Fin qui Po sembra che stia facendo il cameraman allo chef Guerino che cucina gli gnocchi con i rallenty scenici, se non fosse che Steve butta i coltelli nel fuoco per sterilizzarli. Anestetizza la detective ubriacandola ancora di più ed estrae la pallottola con un coltello, con la stessa facilità con cui si estrae una scheggia abnorme. Tutto questo vestito da banchiere, in giacca e cravatta, senza cambiare espressione e usando un termine medico che nella versione originale non avrà mai detto: “Ora devo cauterizzare la ferita”.
Nerd 2: senza rischio d’infezione perché Steve le infezioni le prende a schiaffi.
| Ora ti cauterizzo a sberle |
Nerd 2: mi sembrava strano che non ci fosse un solo russo in tutto il film, ora le cose iniziano ad essere chiare.
Nerd 1: sì, devo ammettere che anch’io ho avuto una visione più chiara con l’arrivo dell’amico russo. La scena si sposta all’albergo e c’è Steve che ordina alla detective e al bambino di allontanarsi il più possibile dalla città perché stasera si regola il tutto, mentre Irena lascia l’ennesimo messaggio in codice facendo un tetris con le tartine al caviale.
Nerd 2: pippiripi piripi piripi piripi piripippippippippiiii! (musica di Tetris)
Nerd 1: bravo, hai colto il tutto. Cala il tramonto e si aprono le danze. Parte inizialmente il remake di “Mission Impossible 8 anni e 30 kg dopo”: Steve si infiltra al ricevimento dell’ambasciata turca, si presenta a Faisal e gli offrono le tartine. Una persona normale avrebbe rubato il vassoio al cameriere, ma dal momento che Steve è vegetariano, fissa il caviale con disgusto però capisce che è un messaggio di Irena. Steve è una trappola, ti hanno scoperto! A quel punto, tallonato da Louis e Faisal, è costretto a lasciare la festa. Dal momento che ha dimenticato di mettere su off la levetta del cervello, gli viene il colpo di genio per regolare i conti con gli ex colleghi corrotti che gli stanno alle costole: entra in una casa di tolleranza, appartenuta al re Stanislav, paga una escort per sedurre uno scagnozzo di Faisal.
Nerd 2: non sarà stato sicuramente credibile in quella casa.
Nerd 1: ti assicuro che le escort gli sorridevano e sicuramente non per compassione perché Steve è come i cani, se ne accorge mentre lo stai facendo. La ragazza raggiunge questo tipo al ristorante, il tipo se la porta alla stanza nel retro e sta per pagarla soddisfatto, quando esce fuori Steve e gli fa fare un succhiotto sulla fronte dall’armadio. Poi gli dà 10.000 dollari per andare da Faisal e Louis e dire che lui è nel bordello di re Stanislav.
Nerd 2: il regolamento di conti in una raffinata casa di tolleranza. Un bordello nel bordello.
Nerd 1: esatto, ma c’è un altro problema: la detective e il bambino sono rientrati perché il bambino le ha fatto una testa così e le ha ordinato di tornare indietro. Steve se li ritrova fra le palle entrambi, lascia il bambino da un amico che spunta dal nulla e si porta dietro la detective, non prima di passare dallo zio barista a rifornirsi di armi, come nella migliore tradizione.
Nerd 2: cioè a rifornirsi di una pistola, a Steve basta e avanza contro chiunque.
Nerd 1: per dare un tocco di credibilità gli hanno messo anche un fucile a pompa. Steve si barrica nella casa di re Stanislav, dotata di fondamentali passaggi segreti, con la detective e arriva Louis con altri 6 uomini armati fino ai denti.
Nerd 2: e quando 7 uomini armati fino ai denti incontrano Steve col fucile, i 7 uomini armati fino ai denti sono uomini morti…
Nerd 1: Steve in questo scontro a fuoco è immenso, non solo fa una capriola in avanti (un plauso alla controfigura), ma spara 35-40 volte senza ricaricare mai la pistola. La detective mira esclusivamente alle gambe, poi capisce che può ucciderli se spara dall’addome in su.
Poi Steve finisce inspiegabilmente le pallottole ed è costretto a ricaricare, ma finge di aver la pistola scarica per ingannare Louis e gli piazza questo dialogo: “Louis ti piace tanto fare la puttana? Ti sei venduto come una puttana e lo sai cosa succede alle puttane? Le puttane vengono sempre fottute.”
Nerd 2: ha detto 4 volte puttana in neanche un minuto e soprattutto in una casa di tolleranza, noblesse.
Nerd 1: pim pum pam! Louis va all’ufficio di collocamento da Lucifero. È arrivata l’ora di Faisal e non c’è niente di meglio che ucciderlo in un enorme casa bianca. Il montaggio non ci spiega come Steve arriva a questa casa, ma sono inutili dettagli che non interessano alla plebe. La plebe vuole la vendetta implacabile.
Nerd 2: la plebe ha deciso con il pollice in giù e Faisal riempito di schiaffi.
Nerd 1: e non sarà così. Po stravolge tutto e la butta sul pathos, seguendo il motto che le battaglie di 5 minuti creano leggende che durano mille anni: il duello con le spade.
Nerd 2: ora si spiega la storia della katana.
Nerd 1: che poi non è una katana, ma uno spadone. Si guardano, si studiano, girano intorno a se stessi. Sullo sfondo c’è Irena che guarda terrorizzata, probabilmente non si aspettava che Steve fosse così inespressivo, ma ci farà l’abitudine.
Ma dura tutto un minuto e poi un solo colpo in corsa, come in “Ken il Guerriero”: gloria al vincitore, morte allo sconfitto.
Faisal cade morto, Steve resta vivo, Irena è salva e viene adottata da Steve col bambino muto e vissero tutti felici, amici e contenti nei boschi con gli animali selvatici.
Nerd 2: che poesia, tutti di nuovo a contatto con la natura.
Nerd 1: il concetto di natura è sempre presente nei film di Steve: se gli offri il polso lui te lo spezza perché è nella sua natura. Se fai lo stronzo dal tuo corpo trae nuovo nutrimento per i condor perché è nella sua natura. Se diventi suo amico, lo rimane per sempre perché è nella sua natura. Se scegli i suoi film non ti deluderà mai, anche se il film è pessimo ci sarà sempre qualche scena in cui ti alzerai in piedi e urlerai al miracolo. Questa vita ti dà poche certezze, Steve è una di queste, “Out Of Reach” è una di queste.
Nerd 2: la galassia di bolsi Eroi sul viale del tramonto, quelli che ti aiutano a distinguere i buoni dai cattivi e che poi picchiano i cattivi. Ci saranno anche quando non ci saranno più e noi canteremo le loro glorie a nuove generazioni confuse, perse tra la tecnologia. Qualcuno si salverà, qualche altro no, ma vivremo abbastanza da ricordarci che se non avessimo scoperto tutto questo, avremmo vissuto un’esistenza infelice.
Nerd 1: in alto il bicchiere per Steve!
Nerd 2: in alto il bicchiere per l’eternità!
sabato 17 marzo 2012
Infiltrato speciale
Ho parlato di fede la settimana scorsa, dopo aver visto "Submerged". Ho parlato di fede per Steve-o perchè ogni tanto ti mette davanti a prove difficili da superare, come Indiana Jones nel tempio che deve passare la prova del penitente, la parola di Dio e il salto della fede e poi arriva al Santo Graal.
Ho parlato di fede perchè prima della vittoria viene la tentazione e più è forte la tentazione, più è grande la vittoria da conquistare (e ovviamente parlo della tentazione di cambiare canale con "Submerged")
Ho resistito, ho avuto fede e sono stato premiato con l'ultimo film per il cinema di Steve-o, "Infiltrato Speciale". E visto che parliamo di fede, ecco 10 comandamenti per superare l'apertura delle mani seagaliane:
1) È un film per il cinema part I: la trama risulta comprensibile quasi da subito. Steve-o è Sascha Petrosevich, un agente infiltrato dell'FBI con il compito di attirarsi le grazie del boss Sonny Eckvall, a cui riesce ad arrivare grazie all'amicizia che ha stabilito con Nick, il tipico criminale di strada. Dimenticate questo boss, accade tutto troppo in fretta perchè possiate capire subito. Sparatoria, pim pum pam! Steve si ritrova con l'amico Nick nel nuovo carcere di Alcatraz, di cui ne parlano come il luna park del paese, dove stanno per giustiziare un omino che ha nascosto 200 milioni di dollari in lingotti d'oro nel solito posto sperduto. Arrivano i cattivi, ovvero i soliti terroristi spietati che vogliono farsi dire da quest'omino dove ha nascosto i soldi e allora prendono in ostaggio la giudice che deve assistere al'esecuzione e bla bla bla bla (era bello una volta scrivere due righe e riassumere tutto).
2) Inizia come i migliori videoclip dei rapper gangsta milionari che parlano del ghetto e ti urlano "Put your hands up! Up! Up! Up!": pallottole, tamburi della pistola che girano, la musica rap in sottofondo e cinque tizi che scendono da una macchina alla ricerca di qualcuno. Quel qualcuno è Steve-o (ancora con i veri capelli), che dorme con le mani sul petto, la pistola sul comodino e come sente la serratura si alza al volo con la pistola spianata.
Steve deve entrare in questa banda di criminali dell'Europa dell'est, ma per capire se è un infiltrato o meno viene sottoposto alla macchina della verità portatile. Poveri stolti, Steve-o può fare tutto, anche cambiare le sue funzioni vitali mentre il boss lo minaccia con il coltello.
3) A questo punto partono i titoli di apertura e c'è davvero quella meravigliosa scena parodia di Fast & Furious dove viene riciclata due volte la scena di Steve che sorride ma con un doppiaggio diverso. Inverosimile, inverosimile non il riciclaggio della scena ma Steve che guida agilmente una macchina sportiva che manco è su misura (tipo che passa fra un camion e un treno col gioco di piedi e mani). Poi c'è Nick che gli dà lezioni di slang: “Dì ok come lo dico io, ok?” “Ci provo ma non mi riesce bene”. Poi arrivano in questo garage, arriva l'FBI che fa saltare tutto e Steve viene ferito quasi mortalmente nella sparatoria. Resta morto per 20 minuti, i soliti flashback della solita moglie che o è morta o l'ha mollato, e poi muove velocemente il piedino. Tutto questo e non siamo neanche a 10 minuti.
4) Arrivato ad Alcatraz, Steve si ritrova con una bandana nera in testa che praticamente ha il compito di simboleggiare quell'evidente cosa fondamentale che non c'è: il cappottone. Nonostante tutto al posto del cappottone ha il camicione premaman blu e un ginocchio al titanio.
5) È un film d'azione, nessuno lo mette in dubbio, ma c'è spazio anche per l'unico argomento di conversazione rimasto a Paolo Brosio: Dio. L'uomo che ha nascosto i 200 milioni di dollari e sta per morire ha ritrovato Dio, allora convoca Steve-o e gli chiede: "Dai tu che quella volta sei morto da 20 minuti, com'è lassù? È vero che i parenti ti vengono a prendere?" il silenzio di Steve-o vale più di mille tesi scientifiche. Poi però Steve lo guarda e gli dice che Dio lo perdonerà. Capito? Prima resta in silenzio sull'aldilà e poi dice che Dio lo perdonerà. Steve è il supplente di Dio, perchè lui le cose non le vede e non le sente ma le percepisce.
6) C'è davvero la summa delle abilità di Steve: resuscita un poliziotto premendogli sul petto il manganello elettrico, si cuce le ferite da proiettile da solo, si butta sulle finestre o sulle porte a vetri per proteggersi dalle pallottole, ovviamente senza nessun graffio, mena i terroristi con una sola mano, concedendosi di tanto in tanto un calcio o li mena aggrappato alle catene. In una scena in cui un elicottero dei cattivi si schianta contro il soffitto del padiglione carcerario, Steve-o per comunicare via radio con gli agenti FBI deve raggiungere l'elicottero. Bene, come lo raggiunge? Arrampicandosi sulla corda e in quel momento ben preciso si può notare che la persona che sta scalando è almeno la metà di Steve-o. E qui arrivate alla conclusione che grossa parte del budget è stato speso per le controfigure
7) È un film per il cinema part II: le armi sono verosimili, le pallottole ci sono e si vedono anche a terra, la gente mira bene quando spara, ci sono i rallenty alla Matrix e Steve-o è costretto a rigirare le scene per la recitazione e a ricaricare la pistola.
In un home video tutto questo non sarebbe mai successo, in un home video la parola d'ordine è: buona la prima!
8) Lo scontro si delinea bene nella seconda parte del film: Steve-o feat neri del ghetto e comandante supremo che poi li dirige dall'elicottero del padiglione vs terroristi cattivi e avidi di denaro che hanno le mandibole contate.
9) Momento nostalgia in cui Steve-o dice a Nick perchè si è infiltrato e perchè ha conquistato la sua fiducia: il boss Sonny gli ha ucciso la moglie “la parte migliore di lui” e lui ne parla con la bandana nera in testa, come se simboleggiasse un lutto perpetuo. A certe cose sono sensibile, perchè lui poi non cambia manco espressione quando lo dice.
10) Finalone in cui dico solo che ci sono due elicotteri sospesi in aria a migliaia di metri d'altezza, i cattivoni buttano giù la giudice e Steve-o si butta in picchiata dall'elicottero per recuperarla. Finalone in cui si recuperano i lingotti d'oro, Finalone in cui Steve vendica la moglie e arresta il boss. Finalone da “Evviva l'amicizia!”
Un ottimo film, non ai livelli della produzione home video perchè si sa, più Steve-o si mette e viene messo in ridicolo, più il film assurge a una dimensione epica e fuori dal tempo. L'unica pecca è il ruolo, sarebbe stata tutta un'altra cosa se avessero fatto fare a Steve il cuoco della prigione o quello che pulisce i cessi.
P.s. Ogni volta che vedo la pubblicità di "Viaggio A Medjugorje" spero sempre che sia un film in cui Steve c'ha la crisi mistica e va alla ricerca di Paolo Brosio per dargli due schiaffoni per conto della Madonna. Poi Steve si ribella alla Madonna e la Madonna per vendetta lo fa combattere contro Satana e lì sai che scontro, Aikido vs scorrettezze di basso livello.
Avanti così, Steve!
L'universo dei B-movie è vastissimo, composto di perle sotterranee e di personaggi dal genio smisurato. Ciro Ippolito, regista di "Alien 2 - Sulla Terra" con il nome Sam Cromwell, è il genio assoluto.
Tutto succede così: mi sono svegliato prima dell'alba (in parte perchè dovevo svegliarmi prima dell'alba e in parte perchè ho aperto gli occhi senza aver più sonno) e ho acceso la tv per il telegiornale degli inguaribili nottambuli.
Il canale però era già impostato su Rai Movie con "Alien 2 - Sulla Terra", quindi ho fiutato l'odore del trash e ho iniziato a vederlo.
Non mi concentro molto sul film al momento, praticamente è una rappresentazione sguaiata di "Alien", povera di effetti speciali (e su quel versante addirittura Steve-o, in "Black Thunder - Sfida Ad Alta Quota", che guida un aereo, seduto e stretto come se stesse su un bidet e con la faccia che gli esce dalla maschera, riesce ad essere credibile) e ambientato in una grotta sotterranea.
"Vabbè capirai" potreste dirmi, ma è la genesi del film, che ho cercato su internet, a meritare l'Oscar per il genio:
1) Ciro Ippolito sta montando l'ennesimo film sceneggiata napuletana e gli viene lo schiribizzo di girare un sequel di Alien. C'è però un problema: lui non ha mai visto Alien.
2) Si prende una pausa e si porta dietro il montatore al cinema a vedere Alien. Gli piace, esce dal cinema e vede un enorme poster di "Zombi 2" di Lucio Fulci e fiuta l'odore del sequel apocrifo.
3) Ciro convince il produttore Angiolo Stella. A questo punto annuncia a mezzo mondo, soprattutto alla rivista "Variety", che sta girando un sequel di "Alien" senza la minima idea di come farlo e di chi chiamare.
Al giornale arrivano mille richieste e la coppia Ippolito-Stella riesce a stringere un accordo con due distributori per l'estero, che decidono di finanziare il film in veste di coproduttori.
4) Questi pazzi mettono in mano alla coppia Ippolito-Stella ben 400 milioni di lire per le spese di produzione. I due se ne vanno in vacanza con le amiche, si comprono la macchina e tante altre cose, spendendo quasi tutto.
5) Ciro intuisce di essere un po' nella merda e in fase di pre-produzione prende uno sceneggiatore a caso e decidere di ambientare il film sotto terra, nel fantastico mondo della speleologia. Inizia a cercare una location gratuita ma entra in crisi perchè non sa bene dove ambientarlo.
6) Una sera piazza il culone sul divano e scova un documentario sulle Grotte di Frasassi. Eureka! Le spelonche! Ciro parte per la Jugoslavia a visitare alcune caverne, ma decide di scegliere le Grotte di Castellana in Puglia. Si fa dare un depliant, riesce a ingrandire le foto dei depliant e le mostra ai coproduttori, facendo credere a loro che queste foto fossero le scenografie cinematografiche allestite nel teatro di posa, grazie ai soldi investiti per il film.
7) Trova un cast (non si sa come) anche un regista che se ne va dopo una settimana. Ciro non si perde d'animo e contatta Marione Bava, che però è già impegnato in un altro film. Bava gli consiglia di dirigere il film e di usare la trippa per ricostruire l'Alien.
8) Ciro segue i consigli del Maestro, manda questo attrezzista di nome Bombardone a comprare la trippa e la posiziona intorno all'obiettivo per far credere che la cinepresa fosse l'occhio del mostro. Al fine di rendere realistica la cosa, usa le pompe mediche per sventolare la trippa.
9) Il nostro Ciro passa agli effetti speciali, che vengono creati in una cantina di un condominio a Roma. Cosa succede? Un po' per le urla degli attori e delle attrici e un po' per l'odore della trippa ormai rancida, tutta la troupe viene denunciata dai condomini e arrestata con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere.
10) Rimane solo una cosa, l'effetto sonoro dell'Alien. Come lo facciamo? Un mix fra un rantolo e una registrazione audio del tecnico di scena mentre sta russando.
Questo film fu un successo in Italia e all'estero e riuscì a recuperare tutti i costi di produzione.
Tutto questo è commovente, la testimonianza di un tempo in cui la creatività del dietro le quinte era sopra a ogni altra cosa, sopra la trama, la recitazione e gli effetti speciali. Grazie Ciro.
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sabato 3 marzo 2012
Over and over and over again - Over The Top, 1987
Febbraio 1987 (e me ne sono ricordato oggi): questo poster di Stallone, rappresentato come un Kenshiro americano, annuncia l'uscita di "Over The Top" l'unico film sentimentale/drammatico sul braccio di ferro.
25 anni dopo nessuno è mai riuscito a calcolare il numero di adolescenti maschi ai quali sono cresciuti i peli sul petto dopo aver visto questo poster. Comunque sono tutti diventati gente di bocca buona, semplice e con chiare distinzioni fra chi sono i buoni e i cattivi nella vita.
25 anni dopo ti commuovi sempre quando rivedi questo padre che va a prendere il figlio che non vede da 10 anni, mentre Robin Zander canta “In This Country”.
25 anni dopo ripeti sempre che il mito della canotta bianca non è di Bruce Willis, ma di Sly negli ottavi di finale del torneo di braccio di ferro.
Mai cambiare la strada vecchia per quella nuova, ma se cambi la presa della mano vinci sempre.
25 anni dopo questo film rimane il greatest hits dei labbri a virgola di Sly e una delle sue migliori intepretazioni come padre spirituale che dispensa la morale al figlio.
Stallone batte sempre tutti perchè lui c'ha il cuore.
Nel 2012 potreste giustamente dire che tutto questo è anacronistico, scontato e banale, ma tutto questo accadeva negli anni '80, in un decennio in cui:
I buoni vincono sempre e i cattivi, se non muoiono trucidati, piangono.
Sono tutti reduci del Vietnam: Rambo, John Matrix, McGyver, Thomas Sullivan Magnum, l'A-Team etc.
Gli adulti ringiovaniscono veramente: prendete Ralph Macchio. In "Karate Kid III" aveva già 30 anni, sposato con figli, e aveva quella faccia da adolescente/cane bastonato. Prendete Jennifer Grey di "Dirty Dancing" che aveva anche lei quasi 30 anni e aveva quel viso sognante e dolce delle adolescenti.
I maestri di arti marziali invecchiano inesorabilmente, tipo Pat Morita che in "Karate Kid" aveva 50 anni e ne dimostrava almeno 60.
Newman di “Baywatch” è l'unico vero guardaspiaggia ma non se lo fila nessuno perchè è stempiato e con la foresta amazzonica nel torace.
David Hasselhoff vince sempre contro Poseidone e salva tutti dall'annegamento.
Patrick Swayze in lacrime = bambino di 2 anni che addenta uno spicchio di limone.
Elizabeth Shue diventa un po' la fidanzata d'America: la fidanzata di Daniel LaRusso, di Marty McFly e anche di Robert DeNiro nell'orrendo “Nascosti nel buio”.
Charles Bronson, già vecchio dal 1950, che è un pensionato con l'hobby di ripulire una città dove vengono radunati tutti i criminali del XX° secolo nei vari capitoli de “Il Giustiziere Della Notte”.
Schwarzenegger è un barbaro robot ex berretto verde che salva la figlia e nel tempo libero batte a braccio di ferro gli amici, dicendo: “La Cia ti ha rammollito i muscoli”.
Seagal ha ancora i suoi capelli e tratta la pistola come un semplice accessorio, tipo la catenella per il portafoglio nella tasca posteriore dei jeans. Comunque non ricarica mai, non ne ha bisogno.
Bruce Willis invece scarica un intero caricatore su ogni terrorista, ne tira fuori almeno 25 dalla tasca e si dice sempre: “Ma perchè mi vengono in mente queste idee?!”
“Full Metal Jacket”. Il 90% delle persone che l'hanno visto la prima volta hanno avuto attacchi schizofrenici, da "Tanti auguri Gesù Cristo BUAHAUAHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUA" della prima parte a "Cristo Eightball! Oh no...Cowboy no...beh però è iperrealistico, c'è l'humor sulla violenza e la guerra, il disprezzo per la guerra...grande Stanley" della seconda parte. Il 10% ancora non l'ha visto.
Non esiste ancora quel termine che negli ultimi 20 anni c'ha davvero frantumato i coglioni, un termine che vale solo se abbinato a un determinato tipo di vestito, ascolto o modo di parlare altrimenti non funziona: post. Ma che cazzo vuol dire post?
E infine Stallone, che prima di “Over The Top” ha realizzato la trilogia del tamarro con “Rambo II – Rocky IV e Cobra” risolvendo la Guerra Fredda così: “Se io posso cambiare e voi potete cambiare...Tutto il mondo può cambiare!”
Grazie a tutti.
Grazie Sylvester Gardenzio Stallone.
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martedì 13 dicembre 2011
Io quelli di Creta li facevo più fragili: Immortals - 2011
Milano, Stazione Centrale, ore 7.25 di venerdì 2 dicembre.
(Sì, ho cominciato a scriverlo un bel po’ di giorni fa e me ne son dimenticato…cazzo volete?!). Di
fronte a me un tizio sta leggendo La Gazzetta dello Sport strappandosi
simpaticamente le sopracciglia.
Sto andando a Torino perché dopo un anno e mezzo che mi sono
iscritto non ho ancora ritirato il tesserino universitario. Non gliene frega un
beneamato a nessuno però è per dire che, nel frattempo, al mercato di Via
Belgirate (che tra l'altro è in via Stresa)…
…
…no.
Niente. Rispolverare ancora le vecchie oggi non mi ispira.
Io gli voglio bene alle signore anziane che
parlano del tempo, che c’hanno il reumatismo, che vanno al mercato a
comperare le mutande al nipote, che «…ma ha sentito della figlia del Carletti?», però stamattina no. Anche perché se una vecchia al mercato di Via
Belgirate (di via Stresa) alle 7 del mattino mi si mette a parlare di Mickey
Rourke che fa Iperione re di Creta io
1)Sto ancora
dormendo ma mi sveglio manco fossi Tarzan con le Gocciole e alla vecchia gli
alzo le corna del mètal
2)me ne vado a
casa felice e con qualche speranza per l’avvenire perché ci sono i vecchi
ggiòvani
3)torno indietro
gridando «megèra rialzami sto cinque che mi son preso benissimo»
…ma sto vaneggiando. Sciura Cesira, levati dai maroni che
devo parlare io di Immortals, ho speso
sei euro e mezzo al cinema e adesso dovrò pur dire qualcosa su Mickey Rourke
Iperione Re di Creta.
Allora praticamente la
storia è questa: c’è Mickey Rourke Iperione Re di Creta che vuole l’arco
paura per liberare i Titani e muovere guerra al mondo intiero e tirare su un
bordello che la metà basta solo perché gli hanno ammazzato la famiglia. Zeus
non c’ha sbattimento di sistemare le cose ma comunque addestra Teseo, un uomo,
per salvare gli uomini. Lui, Teseo, è tipo il più figo di tutti i tempi ed è
anche bravo a dar giù di schiaffi, solo che è figgh’e’bbuttana quindi i suoi
paesani non lo cagano di pezza e quindi salvare il mondo sarà più difficile. Ma
comunque si schiaccia la bella del film, e dato che è addestrato da Zeus salverà
gli uomini. Anche se Mickey Rourke Iperione Re di Creta alla fine riuscirà a liberare i fuckin' Titani dicendo: «così se
volete potete farci il sequel». Scusate lo spoiler. (Se non avete capito che ho scritto questa sinossi senza senso per
dire che è uno script senza senso andate a tirar coriandoli.)
| Immortals. |
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| Satyricon. |
Non che il film faccia proprio cagare cagare, intendiamoci.
La sceneggiatura è assolutamente imbarazzante, certo, ma è la scelta
consapevole di un regista di videoclip che al terzo lungo della sua carriera
dato che ha i sghei si preoccupa più di fare i pezzi con il 3D che di perdere
tempo con una storia. Cosa sono le nozioni di tempo e spazio, cosa sono il
tempo e lo spazio stessi in confronto agli dèi e a Mickey Rourke?
(Postilla: a me ha fatto molto ridere l'idea di affidare lo “script” a due sceneggiatori GRECI. Americani come un hamburger, ma greci. Che di greco hanno solo la S alla fine del cognome, ma greci. Come fare scrivere a Giovanni Ribisi un film su Giulio Cesare dato che è italoamericano. Stima.)
(Postilla: a me ha fatto molto ridere l'idea di affidare lo “script” a due sceneggiatori GRECI. Americani come un hamburger, ma greci. Che di greco hanno solo la S alla fine del cognome, ma greci. Come fare scrivere a Giovanni Ribisi un film su Giulio Cesare dato che è italoamericano. Stima.)
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| Satyricon. |
| Immortals. |
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| Jamiroquai. |
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| Marte. |
Poi, discorso a parte, i costumi. Nei credits c'è scritto
che li ha fatti Eiko
Ishioka, ma anche lì, è la superbanfa per farsi belli perché lei ha vinto
l'Oscar con Dracula di Bram Stoker e acchitta quelli del
Cirque du soleil e dicono che è tipo la mejo art director der monno. Invece io, che il
Tarsem è un mio amico, vi dico com'è andata per davvero: un giorno che è venuto
da me ci siam messi a vedere Godzilla e lui si è preso benissimo con Deeper
Underground, quindi ha alzato il telefono cominciando a sbraitare come un ossesso «Hey Jay Kay, ho visto Godzilla…PAURA! Mi sei venuto in mente...senti
dato che la costumista c’ha le papille gustative interrotte e la spalla che le
fa contatto col piede (cit.), al posto di tirar coca come un mantice da mattina
a sera, vieni a disegnarmi una trentina di cappelli dei tuoi che devo
travestire i miei personaggi da stronzi». Quindi dèi uguali a Pegasus e Sirio il Dragone, un
botto di copricapi di dubbio gusto e l'Olimpo che pare Rio de Janeiro a
carnevale.
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| Ti amo per come reciti. |
Di conseguenza, un film debole e quasi originale ma di un’originalità un po’
coatta. Che però ha tre grossi punti di forza: le atmosfere e i colori, un culo, e questo:
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| Il top. |
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Tarsem Singh
mercoledì 16 novembre 2011
"Basta un botto di zucchero e la pillola va giù": Il mago di Esselunga, di Giuseppe Tornatore – 2011
http://www.youtube.com/watch?v=gShO0cD-z_E&feature=related (questo è il link per la seconda parte, non riesco a caricare il video, verisorri...)
Questo è un articolo in punti sul concetto di verità.
Potrebbe contenere lievi dosi di moralismo, ma penso che le persone di buon
senso lo definirebbero semplicemente buon senso.
Verità, dicevamo. Per la precisione, oggi parliamo di
verità supposte.
Ci sono cose che diamo per assodate senza avere
nessuna conferma o un motivo valido per crederci, un cieco atto di fede (o di incredibile
stupidità). Dobbiamo stare attenti a questo campo di verità più o meno fittizio,
spesso porta con sé i motivi della nostra infelicità perché si tratta di verità
illusorie, supposizioni che, quando scopriamo la loro infondatezza, ci
disorientano e ci fanno scontrare con la dura realtà dei fatti. Verità supposte
che in quanto supposte ce le mettiamo nel culo, e per quanto mi riguarda è una
prospettiva relativamente interessante. Cose quasi ovvie e banali, ma ringrazio
il sempre buon Caparezza per l’originale formulazione del concetto che mi serve
per dar l’avvio a questo articolo. – Comunque,
queste sono le VERITA’ SUPPOSTE di tipo A.
C’è un altro tipo di verità supposta, meno “parto
della nostra mente”, più “qualcosa che coincide tipo con la realtà – parto
della mente di altri”. È quella dell’evidenza dei fatti, la realtà di un mondo manifestamente
esistente che non puoi controllare, e che anche per questo fa male. Come una
supposta. Ti si infila nelle terga senza chiedere permesso, dimostrando come il
caro «basta un poco di zucchero e la pillola va giù (o su, a seconda del
versante di inserimento)» sia da un lato una cazzata, da un altro un’atroce
verità. - VERITA’ SUPPOSTE di tipo B.
Allora facciamo che io suppongo. Supponiamo come può
essere il mondo perfetto.
Io lo immagino come:
- .un luogo in cui almeno un terzo delle donne ha un grado di bellezza in una scala da “Jennifer Lopez” a “Monica Bellucci” e le più cesse possono avere al massimo un punteggio “Antonella Clerici”;
- .dove Bruno Vespa è Sarah Connor ma Terminator vince facile al primo round;
- .dove Milan – Juventus è ogni anno una sfida salvezza, dove il mio blog ha un milione di contatti ogni giorno e Jason Statham mi chiede l’autografo;
- .dove le guerre si combattono a gare di rutti e dove i lavoratori di qualsiasi posto lavorano un giusto numero di ore, vengono rispettati e pagati di conseguenza, senza che l’industrialotto brianzolo di turno li prenda per il culo;
- .dove il cinico simpaticone che alla fine di ogni frase spunta con “…e c’era la marmotta che impacchettava la cioccolata” l’hanno già ucciso tre volte.
Bene, questa è una verità supposta di tipo A. Se sogni
che queste cose siano possibili bravo, ti stimo, ma hai perso.
Supponiamo come può essere il mondo perfetto - 2.
Ogni famiglia che lavora in linea di massima va a fare
la spesa al sabato. In questo mondo perfetto-bis c’è il supermercato perfetto,
in cui:
- .la rispettabilissima famiglia perfetta va a fare la spesa tutta assieme, padremadrefiglio. Sereni, felici, rilassati. La mamma ha la gonna ma è quella che porta i pantaloni, che guida e che smonta il marito ad ogni cosa che dice; il papà è in piazza di brutto ed è un simpatico imbecille che ride ad ogni umiliazione subita; il tenero figliuolo si lamenta ma è simpaticamente odioso (senza il simpaticamente), e si chiama Sandrino come un mio cugino nipote di una mia prozia da parte di nonna paterna che non vedo da quindici anni ma che mi dicono che lui sì che è simpa.
- .i dipendenti del supermercato sono dei lavoratori sereni e solerti, hanno tutti un sincero sorriso da tempia a tempia perché sono appagati della loro posizione di cuochi, di assaggiatori di mele e fabbricatori di tortellini; somigliano tanto agli Oompa Loompa per gaiezza ed abnegazione, ed hanno la luccicanza: sentono ogni santa cosa che dice la dolce famigliola, così indirizzano meglio i loro sforzi. Inoltre, nel supermercato perfetto, non ci sarà bisogno di squallidi magazzinieri perché la merce è importata direttamente da contadini e pescatori di Lilliput che vivono sotto ai totani o dietro le cassette di frutta;
- . per ogni famiglia il supermercato perfetto ha un personal shopper, chiamato Il Mago di Esselunga. È un coglione che ha messo le dita nella presa, ma è un bell’uomo e coi bambini ci sa fare. Ha la peculiarità di flirtare simpaticamente con le madri di fronte ai loro mariti. La sua magia consiste, oltre che nello far stare buoni i mocciosi, nel nascondere pescherecci e vitigni dietro al banco frigo;
- .se le madri perdono la fede nuziale, è perché l’hanno persa proprio nel mondo del banco frigo. Ma una cernia la ritroverà e prontamente la restituirà al Mago di Esselunga. Verrà così risolto l’unico, vero, reale problema di quel mondo perfetto.
- .la spesa diventa un giuoco per l’irrequieto pargolo, che scopre che quello «è un giorno speciale» perché è l’anniversario dei suoi genitori, che guarda caso si sono conosciuti proprio in un supermercato Esselunga. Che tenerezza.
Questa è una verità supposta ti tipo B. Questo mondo
perfetto esiste veramente, ed è stato concepito da Bernardo Caprotti e Giuseppe
Tornatore. E più che fare male come una supposta fa incazzare abbestia, roba
che picchieresti pure le suore.
Essendo questo un articolo in punti analizzerò
puntigliosamente, per l’appunto, i punti a favore e quelli contro questa trashata che è già
leggenda. Punto.
Le cose salvabili
- .La scena iniziale dei camion è molto estetica, per un attimo ho sperato che fossero dei Transformers. Fine.
Il resto (in un'escalation di odio e incazzatura)
- .È Giuseppe Tornatore ad avere girato tutto questo. Ma non c’è la Sicilia da cartolinare a salvargli il culo. E neppure un bambino bravo a recitare. Potrebbe essere un discorso molto più lungo ma è omonimo di mio nonno e per grazia mi fermo qui sennò lo insulto male. Comunque se già prima era abbastanza falso e zuccheroso adesso che ha svenduto l’anima non si vede il fondo del baratro;
- .Il “keepin’ up with the Joneses” è una regola da markettari di cinquant’anni fa, oggi col cazzo che te lo puoi permettere;
- .Il suddetto Bernardo Caprotti verrà candidato all’Oscar per la meravigliosa interpretazione de “L’anziano panettiere”;
- .Se definisco “patetico fallito” chi si è inventato di far spuntare il naso rosso dei poveri al Willy Wonka dei poveri, questi si commuoverà perché mai nessuno lo aveva mai trattato con tanta deferenza. E fingo di non aver mai visto Chi ha incastrato Roger Rabbit? così non colgo le “citazioni” animate;
- .Il disgustoso buonismo da favoletta salva-Grinch.
Leatherface è più innocuo di tutta questa merda. Si ritorna al concetto di
«basta un poco di zucchero e la pillola va giù». «Questa è una favola, volevamo
fare vedere come lavoriamo didietro», afferma con sibillino understatement il
signorCaprotti. Quindi viva la pubblicità che ci fa sperare in un mondo migliore; - .Il rispetto. Verso chi guarda, trattato come un imbecille;
- .Il rispetto. Verso chi deve fare la spesa: oggi per un sacco di gente fare la spesa non è assolutamente un momento felice; e se c’è un momento di condivisione familiare, a differenza di questa “favola”, è quando si fanno i conti e si condividono le preoccupazioni. Per fortuna che ci sono i Punti Fragola;
- .Il rispetto. Verso chi ci lavora, all’Esselunga: «Questa è una favola, volevamo fare vedere come lavoriamo didietro». “Didietro” ci lavora gente che a vedere Il mago di Esselunga gli viene un ictus: distribuire un DVD del genere ai clienti è già una presa per il culo, ma sventolare in modo così disgustosamente melenso una realtà lavorativa BEN DIVERSA è uno sfregio per ogni dipendente. Anche perché non è che all’Esselunga tutti lavorano per i nostri comodi, lo fanno per essere poi in grado di fare la spesa. All’Esselunga. Per chi volesse chiarire ulteriormente il concetto:
Nauseante il prodotto, nauseante
la confezione, nauseante il messaggio. Un disastro da vedere e un disastro per
chi l’ha fatto, che ha buttato al cesso non so quanti soldi e un anno di lavoro
dove ne facevi trenta di pubblicità migliori. Non fosse una cosa così irritante
sarebbe da idolatrare come nuova perla della decadenza postmoderna: s’intitola Il mago di Esselunga, ha in copertina un cappello con le stelline
che è una melanzana e ha gli attori delle pubblicità dei mucolitici di
dieci anni fa; insomma, in questo
contesto ci sarebbe stato tanto bene un pazzo con un fucile a pompa che fa saltare i
carrelli reclamando un nuovo ordine e Marion Cobretti che gli dice «tu
sei il male, io sono la cura».
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| Quanto ti voglio bene... |
In definitiva i due campionissimi (Caprotti e Tornatore) hanno toppato al volo su tutta la linea. Ma di brutto. Spero tanto che la paghino.
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